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Oggi, 15 settembre, milioni di persone in tutto il mondo hanno partecipato allo sciopero mondiale sul clima, una manifestazione globale per chiedere ai governi e alle aziende di agire con urgenza contro il riscaldamento globale e i suoi effetti devastanti. Lo sciopero è stato organizzato dal movimento Fridays for Future, nato nel 2018 dall’iniziativa della giovane attivista svedese Greta Thunberg, che ha iniziato a protestare ogni venerdì davanti al parlamento del suo paese. Da allora, il movimento si è diffuso in oltre 150 paesi e ha coinvolto milioni di studenti, ma anche lavoratori, associazioni, sindacati e cittadini di ogni età.

Lo sciopero di oggi è stato il primo dopo la pandemia di covid-19, che ha costretto a sospendere le manifestazioni in presenza per molti mesi. Nonostante le restrizioni sanitarie ancora in vigore in molte parti del mondo, gli scioperanti hanno dimostrato creatività e determinazione, organizzando eventi online, biciclettate, flash mob, sit-in e marce pacifiche. Il tema principale dello sciopero è stato quello di chiedere ai leader mondiali di rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi del 2015, che prevede di limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, responsabili dell’effetto serra che trattiene il calore nell’atmosfera.

Gli scioperanti hanno anche denunciato le ingiustizie sociali ed ambientali causate dal cambiamento climatico, che colpisce soprattutto le popolazioni più vulnerabili e povere del pianeta. Tra le richieste degli scioperanti, ci sono quelle di garantire una transizione ecologica equa e solidale, che non lasci indietro nessuno e che crei nuove opportunità di lavoro e sviluppo sostenibile. Inoltre, gli scioperanti hanno chiesto di dare più voce e spazio ai giovani nelle decisioni politiche sul clima, in quanto sono loro i più esposti alle conseguenze future della crisi climatica.

Lo sciopero mondiale sul clima è stato un segnale forte e chiaro di mobilitazione civica e di pressione popolare verso i poteri pubblici e privati. Il messaggio degli scioperanti è stato: non c’è più tempo da perdere, il clima non aspetta, dobbiamo agire ora per salvare il nostro pianeta e il nostro futuro.

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